Ci sono tragedie nella vita di tutti i giorni che ci sfiorano soltanto, come quella del G8 e di Carlo Giuliani, ma anche fuori dall’Italia, con notizie annunciate al telegiornale: pestati a sangue dalla polizia ingiustamente, e poi subito dimenticate per fare posto ad altro. Ti ritrovi a pensare che a te non può capitare, che ci sono casi limite e situazioni difficili nei quali l’errore può scattare per puro caso, perchè in fondo le forze dell’ordine stanno dalla tua parte (o almeno la maggior parte di loro).
Poi ti capita quello che mi è successo oggi. Prendo la macchina per andare a tenere la mia lezione di informatica a scuola, scivolo giù dalla stradina a marcia indietro per imboccare la via Manzoni, ed una grossa jeep nera lanciata a velocità comincia a suonare il clacson all’impazzata quando ero già immesso sulla strada.
Guardo lo specchietto, ho addosso gli abbaglianti, e le trombe del clacson sono come impazzite. Faccio un gesto con la mano: cosa vuole? Poi accosto e scendo dalla mia auto. Arriva un bestione alto quasi 2m, capelli lunghi castano scuri, comincia a gridare, me ne dice di tutti i colori ed io lo invito a calmarsi, gli dico che andava bello spedito, che comunque non era successo niente, nel frattempo un suo collega, brizzolato, alto almeno quanto lui, mi si mette davanti, grida che a fanculo io non glielo mando, ed io gli rispondo che non ho mandato nessuno a fanculo, poi escono il tesserino: polizia, mi dia la patente, cerco di leggerne il nome ma l’ha già intascato, chiedo di farmelo rivedere ma mi prende per il braccio.
Nella mia testa penso che mi hanno scambiato per un altro, gli dò la patente. Ci segua in questura, mi dice il bestione col capello lungo. Rientro in macchina e faccio come dice. La questura è poco più avanti. Nel frattempo la gente si affaccia dai negozi, alcuni scendono dalle macchine bloccate dalla grossa jeep dello scimmione. Davanti alla questura il poliziotto mi prende ancora per un braccio e comincia ad imbeccarmi: lei è nel giro della droga, io lo so, lei è uno di quelli che quando ammazzano i miei colleghi è contento, perché quando ammazzano un poliziotto lei si fa tante risate, lei non lo sa ma se non ero un poliziotto io le sparavo se usciva così da un incrocio, quelli come lei devono andare in galera per 20 anni, io la gente ce la sbatto in galera per 20 anni.
Lo guardavo incredulo, gli ripetevo che mi aveva scambiato per qualcun altro, che io ero un professore, che stavo andando a scuola a fare lezione, che avevo persino sei punti in più sulla patente per mancanza di infrazioni. Davanti alla questura il piantone, un ragazzino, guardava la scena, chiedeva cosa avevo fatto e lui: è un delinquente. Poi comincia a darmi dei forti spintoni con la mano, ed io comincio a dare in escandescenza, gli dico che sta abusando del suo potere, che voglio un avvocato (lo scenario surreale cominciava pian piano a delinearsi), questo fin quando non finisco in un corridoio poco illuminato, con della gente fuori dalle porte dal viso di ghiaccio, impassibili. Lui continua a spingermi, in avanti, mi grida che sono un delinquente, e da delinquente vado trattato, a quel punto smetto di parlare.
La tristezza si impadronisce di me. E non per la situazione kafkiana nella quale mi trovavo, nè per la paura che il tizio mi avrebbe chiuso in una stanza e magari pestato a sangue. Mi intristisco perché capisco di essere stato schiacciato da un potere che anziché proteggermi stava vessandomi. Non so spiegare la sensazione che si prova, posso solo cercare di farvela immaginare: pensate se tutto ad un tratto vi rendeste conto che qualsiasi vostro diritto non esista più, che qualsiasi cosa possiate dire non abbia più significato. Ero lì, impotente, circondato da gente come lui che non alzava un dito e non faceva domande, che non si interessava per niente a quello che dicevo e non si chiedeva, almeno apparentemente, se potessi o meno trovarmi nel giusto. Forse un’altra immagine è più funzionale: immaginate di vedere un tizio trascinato a forza da un poliziotto, cosa pensate? Beh, la prima è “chissà che ha fatto. Sarà un delinquente”. Nessuno di noi si porrebbe la domanda: forse quel poliziotto sta abusando del suo potere. Nessuno si chiederebbe se non era un poveraccio che, come me, ha solo fatto l’errore di scendere dalla macchina per protestare contro una reazione esagerata.
Ok… a quel punto mi andava bene qualsiasi cosa. Ero piegato. Lui se n’è accorto. Oppure si è accorto, dopo aver controllato al computer, che ero incensurato. Così si è segnato il mio nome, indirizzo, numero di patente su un foglio bianco, mi ha detto: questo me lo prendo io come promemoria. Ora vattene, e la prossima volta che mi incontri guardami negli occhi e saluta, oppure abbassa gli occhi e non mi guardare.
Queste le fasi salienti di tutta la storia, purtroppo non riesco a rendere in modo efficace la violenza delle sue parole, sembrava qualcuno saltato fuori dal film di Coppola, è difficile anche descrivere la rabbia arrogante con la quale difendeva le sue motivazioni da psicopatico e con lui la complicità dei colleghi.
Adesso sento solo una forte amarezza, non so cosa sarebbe successo se mi fossi ribellato ancora, se avessi continuato con forza a dichiarare i miei diritti. L’unica cosa che mi viene da pensare è che probabilmente sarei finito nella sua stanzetta privata, e dio solo sa come sarei tornato a casa.
I miei lettori sanno che non è mia abitudine esagerare i fatti, sapranno quindi interpretare questo mio ultimo scritto come la testimonianza di un atto di gratuita violenza privata nei confronti di un cittadino che non ha mai fatto niente di male. Il mondo è più crudele di quanto non pensiamo, e se in una civiltà apparentemente perfetta come quella occidentale possano accadere tali violazioni della dignità umana, allora non riesco ad immaginare come dev’essere in civiltà meno evolute. E non riesco soprattutto ad immaginare come della gente possa averci rimesso la vita per mano di chi invece dovrebbe proteggerla. Chi sono allora i veri criminali?
Adesso, tutto questo non mi porterà a fare di tutta l’erba un fascio, lungi me dal considerare tutti i poliziotti come evasi di galera arruolatisi nell’arma. Di sicuro però, la prossima volta che vedrò a terra un marocchino che vende scarpe taroccate, oppure il manganello che si abbatte sulla testa di un ragazzo che si trova per caso in una massa di pazzi scatenati per dire la sua su questo mondo di merda, ci penserò due volte prima di saltare a conclusioni affrettate o dire che era un caso limite e che se l’erano cercata.
Da domani invece mi taglio la barba :(
Grazie di essere stati con me.


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Ciao Art,
per completezza riporto lo sfogo di qualche gg fa di alcune persone che conosco e che sono incappate in una storia simile.
L’unica cosa che posso aggiungere è che dovresti portare avanti la questione, fare un esposto e confidare nella giustizia. Mi rendo conto che le mia parole possono suonare come “Facile fare il gay con il culo degli altri” ma quì siamo sempre tutti a lamentarci di qualche cosa (governo, politica,sanità, etc.etc) ma nessuno fa mai niente. Le cose, in quale modo dovrebbero cambiare ?!?
Non commento sul “gruppo di destra” perchè mi sembra assurdo politicizzare una vicenda che politica non è e non volgio scatenare “infiniti reply del politically correct” ricordando che “persone di sinistra hanno SPARATO ed UCCISO altri esseri umani”…
Un abbraccio e tutta la mia comprensione e sostegno.
Red.
Citazione integrale da pagina FB
“Buonasera a tutti…. Ci permettiamo di scrivere sulla nostra bacheca e condividere con tutti l’esperienza allucinante appena vissuta in modo da aiutare chi senza volere come noi si trovasse in questa situazione . Premettiamo che siamo Roberto ed Elena i proprietari di AnimalPlanet supermercato per animali .
Questo pomeriggio decidiamo come tutte le domeniche di fare un po’ di spesa\scorta al supermercato gulliver di Sestri Levante ma per motivi di chiusura strada causa fiera decidiamo di recarci all’Ipercoop di Carasco (Ge) .
Facciamo la nostra spesa 200,00 € (calcolate che la facciamo una volta ogni 15 gg) arriviamo alla cassa oltre a tutto il resto abbiamo un pacco di acqua e la cassiera ci dice di non tirare su’ in cassa il pacco che lo inserisce direttamente in conto (sappiamo bene come fare in quanto abbiamo lo stesso sistema pos nel nostro negozio) paghiamo in contanti e ci accingiamo a uscire nel viale interno verso il parcheggio.
A questo punto ci blocca una persona che ci mostra un tesserino dicendoci che era una guardia giurata e che ci doveva controllare spesa e scontrino ci dice di seguirlo in uno stanzino , Noi naturalmente lo seguiamo e anzi ci viene da dire con tutta la gente che c’e’ proprio a noi ci dovevano fermare cmq se questo serve al buon funzionamento del sistema ben venga e io ho pensato si comportano cosi’ perche’ magari vi è qualche cassiera infedele ecc ecc , che cavolo ne so’ pensi a tutto cmq siamo a disposizione .
Appena entrati dove vi è un’altra persona la guardia giurata va’ direttamente nel carrello e prende un pacco di sottilette sotto il pacco di acqua minerale e ci dice ” adesso dovete darci i documenti per favore” Io ho guardato mia moglie e allibito dico dagli i documenti non c’e’ problema !!!!!!!!
Finito le fotocopie ci comunicano che stileranno un verbale e ci contatterà l’ufficio legale per eventuale denuncia di furto . (!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!)
No non è possibile secondo me, secondo noi c’e’ un disguido aspettate un momento forse non ci capiamo ! ” No uscite dall’ufficio e andatevene e silenzio” No scusate a questo punto io decido di non muovermi uno di questi signori mi comincia ad urlare in faccia ad un millimetro provocandomi sbattendomi fuori dall’ufficio .
No qiuesto è troppo chiedo di chiamare i carabinieri questo tizio che mi verra’ detto in seguito chiamarsi Daneri Marco di Sestri Levante (pare) non vuole chiamare le forze dell’ordine decido io di comporre il 112 intanto fuori da questo ufficio si crea capannello di persone (quindi conseguente sputtanamento ) mentre in pochi minuti veniamo raggiunti dai carabinieri che quando intervengono il signore che poi si qualifica come responsabile della sicurezza Ipercoop Sig. Daneri Marco continua a gridarmi sulla faccia .
Responsabille della sicurezza ?????? Dove e’ scritto????? nessun cartellino nessun tesserino lo scopriamo in quel momento chi è questo signore ecco l’epilogo si svolge in caserma dove ci viene comunicato che verremo denunciati forse o meglio che gli avvocati dell’ipercoop valuteranno e se ci denunceranno dovremmo pagare duemila euro per far rimettere la querela !!!!!!!!!!!!!!!!!!
Io mi domando ma se ci hanno visto che avevamo delle sottilette ripeto sottilette non potevano interverire direttamente facendocelo notare in cassa ? VERGOGNA PER COME CI AVETE TRATTATO VERGOGNATEVI PER COME AGITE .
Il risultato che avete ottenuto è che persone per bene dovranno perdere del tempo spendere dei soldi con i loro avvocatie cmq abbiamo la tessera COOP 0280603604007. siamo soci coop !!
La morale di quel che è successo due ore fa’ è questa lavori righi dritto come un fuso e ti trovi in situazioni assurde che se non fossero vere , e meno male che ci sono 200 telecamere sembrerebbero delle storie , quindi tanto vale fare la testa di cazzo giocarsela il piu’ possibile sbattendosene delle regole .
Noi da parte nostra che stiano pur tranquilli questi signori che liscia non la passano a costo di bruciarci qualche mille euro il tempo che ci hanno fatto perdere lo sputtanamento e tutto il resto .
Rendetevi conto di come lavorate la professionalita’ che avete chi cazzo vi prepara e chi cazzo ve le fa’ le regole ? regole della repubblica delle banane vergognatevi !!!!!!
Roberto Lerici
Se c’e’ qualcuno che vuole difendere questa banda delinquenti denominati coop o ipercoop sa’ dove trovarmi sicuramente non mi tiro indietro ( e non me ne frega un cazzo .)
Ps. ringrazio le Forze dell’ordine per la professionalita’ e la velocita’ nell’intervenire a difesa dei cittadino onore ai carabinieri per il lavoro che svolgono in maniera imparziale .”
Ciao Red, grazie per il tuo intervento e per l’affetto.
E’ vero, siamo tutti bravi a lamentarci e quando ne abbiamo la possibilità, rimaniamo inerti e lasciamo che le cose continuino come sempre… sai, mi ricorda molto il Godot di Beckett che ho visto qualche giorno fa a teatro ed in questo senso mi sento vicino a Gogò. D’altra parte il problema che scaturisce dal fare qualcosa è che si è soli, totalmente soli… se avessi avuto con me un amico, o la mia ragazza (come è successo ai tuoi amici), allora mi sarei sentito più forte, ma solo com’ero è la mia parola contro quella dell’intera squadra che sono sicuro non avrà esitazioni a mentire su come sono andati i fatti, magari verrà fuori un verbale con su scritto che ho fatto resistenza, che gli ho dato un pugno sullo stomaco e via discorrendo… in tutta onestà dimmi questo, vale la pena fare la guerra coi mulini a vento?
Il caso dei tuoi amici è un lapalissiano abuso di potere che si può facilmente testimoniare vista la presenza di persone e soprattutto non coinvolge direttamente le forze dell’ordine ma solo un addetto alla sicurezza che ha ritenuto opportuno fare una denuncia solo per un pacco di sottilette… un gesto esasperato ma in fondo legittimo, fosse stata una persone “normale” avrebbe sorvolato considerando la cosa com’era, e cioè uno sbaglio involontario… probabilmente la denuncia per furto non reggerà in tribunale, si dirà che le sottilette erano finite per sbaglio sotto l’acqua, che i coniugi figurati se rischiavano per 1€ da sgamare… e poi denunciare per abuso un addetto alla sicurezza è una cosa, denunciare per violenza privata, ingiurie, calunnie un pubblico ufficiale mastino è un’altra.
Probabilmente sto a fare tutta questa tiritera solo perchè cerco una giustificazione per me stesso alla vigliaccheria che contrassegna la non azione, sempre ed in ogni caso, la giustifico anche col pensiero debole che contraddistingue le generazioni di questi tempi e cioè che siamo soli e che se non appariamo in televisione o non abbiamo tanti soldi, siamo solo un numero all’anagrafe.
Ti abbraccio
Caro Art, non sentirti un vigliacco perchè non è così. Molto probabilmente, nelle tue stesse condizioni, mi sarei comportato ESATTAMENTE come te e così avrebbero fatto molti altri, proprio in funzione delle considerazioni che hai fatto e del fatto che tu, lì, ci devi comunque vivere. E’ tristemente vero che spesso siamo solo dei “codici anagrafici” ma ci restano due piccole e magre consolazioni: che nel nostro piccolo alcune cose possiamo contribuire a cambiarle (voto, referendum,etc.etc.) e che la mattina quando ci guardiamo allo specchio non abbiamo nessun dubbio su chi siamo e come viviamo.
Un abbraccio.
Red.
Ciao Art, io ho due amici che lavorano nella questura vicino via S. Giuliano ed entrambe sono delle persone splendide. So che riesci a leggere il mio indirizzo email, se vuoi, se hai bisogno mi puoi contattare… amico, io ho capito come sei… e tu sei una brava persona.
E’ terribile Nicola! Sconvolgente pensare che persone che sono pagate per proteggerci e tutelarci siano capaci di tanta violenza gratuita e pensare di poter fare quello che vogliono solo perchè hanno un distintivo e una pistola!
Queste cose mi fanno veramente incazzare! e chissà quante ne capitano ogni giorno di storie così. Il mondo è davvero un posto crudele.
Ma non tagliarti i capelli!
ops…volevo dire la barba!
Blimunda… si, la sensazione iniziale e del giorno seguente è stata proprio questa, che il mondo è crudele e che a volte, cercando di essere ottimisti a tutti i costi, perdiamo di vista questa realtà. Poi scopri che intorno a te c’è tutto quello che ti basta, che c’è gente disposta a farsi in quattro solo per tirarti su…. e anche qui, su questo blog… insomma, il mondo sarà pure crudele, ma non siamo isole.
Riguardo barba e capelli, li taglierò, non per colpa del tizio, ma perchè in questi giorni sono davvero cresciuti tanto e senza un particolare ordine… insomma, li ordino semplicemente
Ti abbraccio e grazie
accidenti… hai fatto bene a non continuare a protestare una volta portato dentro la centrale, un luogo fuori dal mondo civile dove si regredisce alla legge del più forte e dove, in assenza di testimoni, sei alla mercè di chi invece dovrebbe tutelarti
ma non mi sembri affatto piegato dall’esperienza, dato che la stai rendendo pubblica, col rischio che il simpatico bestione lo venga a sapere e passi a farti un amichevole saluto
ma probabilmente non sa leggere per cui forse ti salvi :)
ciao
PS: non tagliarti la barba
Ciao Sere
Aimè, troppo tardi, la barba l’ho tagliata … ma cresce in fretta :)
E’ vero, non immaginavo che in certi ambienti, una volta messa un’etichetta in fronte, perdessi immediatamente ogni possibilità di comunicazione civile… fin quando ero in strada, mi affliggeva la violenza fisica e verbale, ma sentivo comunque di potermi dare il permesso di replicare… una volta lì dentro è cambiato tutto.
Beh… riguardo la dichiarazione della mia esperienza, non credo che il tizio in questione passi le sue serate a sfogliare blog del mio genere
Grazie Sere dell’appoggio … un abbraccio
Spaventoso amico…purtoppo certi vigliacchi sanno solo fare i forti nascondendosi dietro pistole e distintivi, questo non fa altro che allontanare sempre di piu la fiducia in chi, invece, dovrebbe essere dalla parte dei diritti.
Ciao fratello
Sai, penso ai rimproveri che abbiamo preso a 20 anni quando giravamo senza casco col motorino truccato, quante cazziate, e pensavamo di meritarlo, non ce la prendevamo, sapevamo di essere giovani e come prendevi sberle da mamma e papà, così le prendevi da carabinieri e poliziotti.
Katz amico, alla soglia dei 40 anni, senza che tu abbia fatto niente, è tutta un’altra cosa, è strano, surreale… mi sono sentito esattamente come il personaggio del Processo di Kafka, per fortuna è durato molto meno, ma lo sgomento ha avuto le stesse forme
Ti abbraccio e grazie per il pensiero
Miiinkia Nicola! non ho parole…!! immagino la rabbia infinita che hai avuto, che hai e che non sarà mai piu’ dimenticata… in uno stato corrotto come l’Italia questi sono i sintomi… se continua cosi passeremo alla fase “desaparecidos”… oggi sono qui…. domani… nelle “loro” stanze.. tutta la solidarietà possibile frate… e ricorda la prossima volta ci si deve sforzare a fare una bella risata…ridigli in faccia… forse si calmano o alemeno, in un contesto cosi paradossale, qualche dubbio gli verrà… c’era un gruppo di destra a catania che usciva di notte a picchiare… chissa questo non era uno di loro…trapiantato nel nuovo regime
ciao tano
Beh sai, all’inizio l’ho presa un pò a ridere, fino a quando non mi ha preso per il braccio… lì la risata ha ceduto il posto allo sgomento
Guarda… io credo fortemente di essere stato semplicemente sfortunato, magari è questa città: a Ragusa non ho mai avuto nessun inconveniente del genere, forse un pò di maleducazione ma nulla che superasse i limiti com’è accaduto l’altro ieri.
Riguardo l’ipotesi del gruppo di destra non è da scartare, anche perchè al modo in cui mi ha etichettato da principio mancava solo che mi accusasse di mangiare bambini.
Grazie del tuo messaggio e un abbraccio