Introduzione
La parte conclusiva della trilogia “Mattone nel muro” esplode con l’immagine di Pink che distrugge con la chitarra il proprio televisore. La scena viene ripetuta per diverse volte lasciando poi il posto ad un riff di chitarra familiare (quello appunto degli altri “mattoni nel muro”) che non è più quello pacato della prima parte, che fa riferimento alla sua infanzia, nè il ritmo vivace che sottolinea l’epoca adolescenziale, piuttosto la chitarra con effetto phaser, i sintetizzatori ed il ritmo della gran cassa esprimono i sentimenti della rock star che in questo brano evoca tutti i suoi mattoni arrivando, come dichiara lo stesso Waters nella sua intervista con Tommy Vance del 1979, alla consapevolezza che l’isolamento fosse in fondo una cosa desiderabile.
Another brick in the wall 3I don’t need no arms around me. |
Un altro mattone nel muro 3Non ho bisogno di braccia attorno a me |
La convinzione poc’anzi citata sta nel rifiuto assoluto da parte di Pink delle cose che il mondo può offrirgli per ridurre il dolore delle sue ferite esistenziali: i farmaci (o droghe) per alleviare il dolore o le relazioni con gli altri individui per non soffrire la solitudine. Nella sua esperienza le droghe hanno contribuito ad aumentare la distanza tra sè ed il resto del mondo, mentre le braccia che ha avuto intorno sono state buone solo a trattenerlo dallo spiccare il volo: l’abbraccio della madre e quello traditore della moglie si sono alla fine rivelati un modo per restare ingabbiati.
La frase del testo “I have seen the writing on the wall“, oltre a richiamare alla mente il muro metaforico che Pink ha costruito fino ad ora, fa riferimento probabilmente al libro del Vecchio Testamento di Daniele: “le scritte sul muro” che compaiono sulla parete del palazzo del Re Baldassare di Babilonia vengono interpretate da Daniele come un presagio oscuro per il re. Baldassare viene infatti ucciso quella stessa notte ed il suo regno viene diviso tra Medi e Persiani. In questo senso ho tradotto la frase “writing on the wall” con “ho capito quello che sta succedendo“, nella mente di Pink la scritta sul muro è quella che lo mette in guardia contro gli esseri nel mondo esterno, ed i mattoni diventano un promemoria costante del tipo di dolore che la vita può portare.
L’ironia del fatto sta che mentre egli vuole paragonarsi al profeta Daniele nell’aver correttamente letto ed interpretato le “scritte nel muro”, alla stesso tempo sta condannandosi alla fine di Baldassare.
Le sequenze del film sono un vero e proprio guazzabuglio di immagini veloci e legate insieme che rappresentano tutti i mattoni raccolti fino a quel momento da Pink. Ogni ferita viene ricordata con un ritmo frenetico: il matrimonio e l’infedeltà della moglie, l’insegnante, il giovane Pink a letto con la madre, il bombardamento del bunker di suo padre, il tutto intramezzato da scene di cariche della polizia contro dei giovani che hanno ingaggiato una sommossa a colpi di molotov. La sommossa ricorda un pò la scena di In the Flesh e probabilmente vuole metaforicamente sottolineare la rivolta interiore che Pink sta sperimentando e che lo porterà ad isolarsi definitivamente dal resto del mondo.
La schiera di militari pronti a resistere alla sommossa potrebbe essere intesa come il muro di Pink che resiste al mondo esterno. Qui compare per la prima volta l’immagine dei vermi in sovraimpressione a due immagini, la prima di Pink in un letto d’ospedale, probabilmente riferito a Confortably Numb, e la seconda alla moglie che urla. I vermi solitamente vengono assimilati all’idea della morte poichè si nutrono di cadaveri, in questo modo l’autore potrebbe sottolineare la sua morte nel mondo esterno e la rinascita all’interno del muro nella figura del terribile dittatore protagonista delle sequenze successive.
Sia la musica che i testi culminano nella rabbiosa constatazione che tutti sono stati mattoni nel muro, che chiunque ha avuto contatti con lui è responsabile del dolore che prova e dell’uomo che è diventato.
Come già detto, Pink prende consapevolezza del fatto che qualsiasi legame col mondo esterno gli crea solo dolore, a questo punto l’unica cosa da fare è posare l’ultimo mattone per così completare il suo muro e dare finalmente l’addio a quel mondo crudele.
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