Il mondo di Art



Arti dell'uomo

16 ottobre 2011

The Wall: Mother

mothercell


Introduzione

Se Sigmund Freud avesse vissuto quarant’anni di più, sarebbe stato felice di studiare i testi della sola canzone nella storia del rock dove il rapporto madre-figlio è sviscerato fino all’osso. Nella sua intervista con Tommy Vance del 1979, Waters dice a proposito di questa canzone: Se c’è un accusa che si può fare alle madri è di tendere a proteggere i loro figli all’eccesso e per troppo tempo. Nello specifico è comprensibile per la madre di Pink esasperare il già naturale istinto di protezione dopo la tragedia vissuta a causa della morte del compagno, in tal modo tenta inconsciamente di preservare il suo unico figlio, l’ultimo ricordo che le resta di lui, da quel male responsabile del suo lutto: il mondo esterno. Tuttavia, come afferma lo stesso Waters, l’eccessiva protezione di una madre può risultare soffocante per una persona alla ricerca dell’autonomia: She won’t let you fly, but she might let you sing (non ti lascerà volare ma potrebbe lasciarti cantare) recita il testo della canzone dove Pink canta sotto mentite spoglie svelando il fatto che la madre gli consentisse solo fugaci e brevi momenti di individualità e di espressione.

Una delle straordinarietà di questo brano è la capacità dell’autore di raccontarci due eventi solo apparentemente disgiunti: la fine del suo matrimonio ed il rapporto con la madre. Le scene raccontano momenti di vita dove lui adolescente condivide ancora il letto con il genitore e contemporaneamente ci fanno assistere al tradimento della moglie con un uomo incontrato in un gruppo di attivisti per la pace. E’ probabile, a mio parere, che Pink voglia scaricare sulla madre le responsabilità legate alla fine del suo matrimonio; molti psicoanalisti, con in testa Freud, sostengono che la maggior parte delle persone intrecciano relazioni sentimentali con chi meglio si adatta al profilo dei propri genitori, Freud sosteneva in questa tendenza l’estensione del complesso di Edipo/Elettra teorizzando che un bambino si lega affettivamente maggiormente al genitore di sesso opposto per poi, da adulto, cercare inconsciamente nel coniuge le medesime caratteristiche. Ed è proprio sul coniuge che Pink proietta il desiderio di indipendenza ed autonomia che cercava di ottenere dalla madre, risultando così un pessimo marito.

 

Mother

Mother,
do you think they’ll drop the bomb?
Mother,
do you think they’ll like this song?
Mother,
do you think they’ll try to break my balls?
Mother,
should I build the wall?
Mother,
should I run for president?
Mother,
should I trust the government?
Mother,
will they put me in the firing line?
(Is it just a waste of time?)
Mother am I really dying?

Hush now, baby. Baby, don’t you cry.
Mamma’s gonna make
all your nightmares come true.
Mamma’s gonna put all
of her fears into you.
Mamma’s gonna keep you right here
under her wing.
She won’t let you fly,
but she might let you sing.
Mama’s gonna keep baby
cozy and warm.
Ooooh babe. Ooooh babe. Oooooh babe,
Of course mama’s gonna help
build a wall.

 

 

Mother, do you think
she’s good enough for me?
Mother, do you think
she’s dangerous to me?
Mother, will she tear
your little boy apart?
Mother, will she break my heart?

Hush now, baby. Baby, don’t you cry.
Mama’s gonna check out
all your girlfriends for you.
Mama won’t let anyone
dirty get through.
Mama’s gonna wait up
until you get in.
Mama will always
find out where you’ve been.
Mama’s gonna keep baby
healthy and clean.
Ooooh babe. Oooh babe. Oooh babe,
You’ll always be baby to me.

Mother,
did it need to be so high?

Madre

Madre,
pensi che sganceranno la bomba?
Madre,
pensi che gli piacerà la canzone?
Madre,
pensi che cercheranno di rompermi le palle?
Madre,
dovrei costruire un muro?
Madre,
dovrei cercare di diventare presidente?
Madre,
dovrei fidarmi del governo?
Madre,
mi manderanno al fronte?
(E’ solo una perdita di tempo?)
Madre sto davvero morendo?

Zitto ora bambino, non piangere
Tua madre
farà avverare ogni tuo incubo
Tua madre ti inculcherà
ogni suo timore
Tua madre ti terrà al sicuro
sotto le sue ali
Certo non ti lascerà volare
ma potrebbe lasciarti cantare
Mamma terrà il suo bambino
al caldo e al sicuro
Oh bambino, oh bambino
naturalmente mamma ti aiuterà
a costruire il muro

- Ciao! C’è nessuno?
- Ti ricordi di me?
- Sono quella dell’Ufficio Registri 

Madre, pensi che lei
vada abbastanza bene per me?
Madre, pensi che sia
pericolosa per me?
Madre, lei porterà via con sè
il tuo bambino?
Madre, lei mi spezzerà il cuore?

Zitto ora bambino, non piangere
Mamma controllerà
tutte le tue fidanzate
Mamma non lascerà entrare
nessuna poco di buono
Mamma rimarrà sveglia
finchè non sarai tornato a casa
Mamma scoprirà sempre
dove sei stato
Mamma terrà sempre il suo bambino
sano e pulito
Oh bambino, oh bambino
Sarai sempre un bambino per me

Madre,
c’era bisogno che fosse così alto (il muro)?

 

Nel film, la scena che introduce Mother inizia con l’inquadratura di una foto polaroid che ritrae Pink con la moglie, l’immagine è poggiata su di un comodino con accanto un telefono che squilla. Presumiamo di trovarci in casa dei coniugi Pink e che nella stanza non vi sia nessuno. All’altra estremità della linea Pink sta cercando di raggiungere la moglie dalla sua camera d’albergo toccando ancora una volta il tema della telefonata senza risposta che, come abbiamo visto nelle “tigri” (quando il padre cerca di telefonare prima di morire) vuole simboleggiare la rottura della comunicazione: nello specifico la fine del suo matrimonio. L’uomo lascia il telefono squillare, guarda l’orologio forse per sincerarsi del fatto che la moglie per quell’ora dovrebbe trovarsi a casa, alla fine rinuncia strappando i cavi telefonici e recidendo in questo modo ulteriori legami con la donna ed il mondo esterno. E’ proprio in questo momento che Pink evoca la sua adolescenza ed il rapporto con la madre, e lo fa abbracciando il cuscino e mettendosi in posizione fetale quasi ad aver ancora bisogno della protezione materna.

Musicalmente la Mother del film è molto diversa da quella in studio. La chitarra acustica è sostituita dal suono di una celesta che la fa somigliare ad una ninna nanna e il brano è condito con apprezzabili parti orchestrali ed intermezzi strumentali anche di soli dialoghi.

Nel testo, la prima strofa è quella in cui Pink chiede alla madre della bomba, e subito ci riallacciamo alle immagini presenti nelle scene precedenti che sottolineano come nella coscienza collettiva occidentale, nonostante la fine delle ostilità, lo spauracchio della guerra fosse sempre presente. Quel “they-loro” a cui si fa riferimento in tutte le strofe rappresenta un nemico senza volto probabilmente assimilato al mondo esterno, nel caso della bomba potrebbe essere uno stato nemico come anche il forte trauma per la morte del padre causato appunto da una bomba; proseguendo Pink chiede alla madre se a “loro” piacerà la “canzone“, qui si riferisce probabilmente al suo pubblico durante i concerti rivelando un’ansia da prestazione che necessita continuamente di conferme; nella riga successiva (pensi che cercheranno di rompermi le palle) il riferimento è diretto alle persone in genere, qui si evidenziano le forti tendenze socio-fobiche della rock-star che sfociano poi, alla fine della prima strofa, nell’intenzione di costruire un muro per tenere lontani tutti quanti, volontà espressa sotto forma di domanda retorica perchè, come vedremo più avanti, l’intenzione di mamma è sicuramente quella di costruire un muro molto alto, probabilmente più di quanto Pink avesse mai chiesto.

Nella seconda strofa Pink interpella la madre a proposito della necessità di dover correre per la presidenza e qui viene da chiedersi come mai, da cittadino britannico, il giovane Pink potesse aspirare alla carica di presidente degli Stati Uniti. In questo senso bisogna tener presente che a parlare è sempre il ragazzo (seppur filtrato dall’adulto), ed in quanto tale pieno di sogni infantili. Tutti sognano di essere figure importanti e Pink non fa eccezione. Eppure i suoi sogni sono immediatamente traditi dalla sua apprensione verso la bontà del sistema (credi che dovrei fidarmi del governo) come anche dalla paura di essere esposto (potrebbero mettermi in prima linea) sottolineati dalle parole successive.

Nell’ultima riga della strofa Pink chiede infine alla madre se sta realmente morendo. La frase è legata alla scena in cui il ragazzo è malato ed il medico lo sta visitando. Nel film pare che il medico stia puntando il dito verso la madre quasi ad accusarla di aver fatto preoccupare il ragazzo per una banale febbre. Dopo che la madre chiude la porta per andare a parlare col dottore, la stanza si colora di una luce blu, ed il giovane Pink torna ad essere il baby blue di Goodbye Blue Sky.

A questo punto prende la parola la madre che, anzichè consolare il figlio, contribuisce ad aumentare la tensione, in primo luogo sminuendo la serietà delle sue considerazioni (Hush now baby – Zitto adesso bambino) e poi alimentando le sue paranoie infantili (tua madre farà avverare ogni tuo incubo, tua madre ti inculcherà ogni suo timore). Tali paranoie  si trasformano in ombre sul soffitto simili alle maschere indossate dai ragazzi di Another Brick in the Wall pt. 2. In questo modo la madre non è molto diversa dal maestro, entrambi sminuiscono le eccezionalità del ragazzo, l’uno con la derisione, l’altra con la paura, e la prima conseguenza è quella di confermare il suo stato di baby blue spaventato dal mondo con l’unico desiderio di essere lasciato in pace.

Aprendo una parentesi bisogna sempre ricordare che l’album è raccontato da una sola voce: quella di Pink. Così come abbiamo visto in the Thin Ice, è difficile esser sicuri che la rappresentazione del carattere della madre corrisponda al vero. Il fatto che sua madre abbia contribuito a costruire il suo muro è cosa certa, è invece improbabile che potesse parlare in quel modo al ragazzo, pertanto l’intero ritornello altro non è se non l’interpretazione verbale di Pink agli atteggiamenti iperprotettivi probabilmente inconsapevoli che la madre aveva nei suoi riguardi. Interessante anche notare, nel ritornello, la totale assenza della prima persona, la madre si rivolge a Pink in terza persona (tua madre) quasi gli stesse cantando una ninna nanna.

Da notare anche che nel film la parte in cui il ragazzo entra nel letto con la madre (mamma terrà il suo bambino al caldo e al sicuro), viene subito sostituita da quella in cui l’adulto insonne tocca la spalla della moglie che dorme, e quando lei si gira dall’altra parte e Pink adulto si alza dal letto, il bambino corre giù per le scale, ed è qui che entra in scena il meraviglioso assolo di Gilmour che sembra voler rappresentare una vera e propria esplosione di individualità da parte del ragazzo/uomo. Nel film il giovane Pink scende le scale nel cuore della notte e apre la porta della camera della madre dove, accanto a lei, giace un corpo in decomposizione. L’interpretazione a mio parere più azzeccata della scena è il voler rappresentare il padre morto in guerra, e sottolineare l’incapacità della madre, che lo accoglie ancora nel suo letto, di ricominciare a vivere, di andare oltre la morte del marito. Attraverso questa immagine il ragazzo comprende gli effetti devastanti di quell’istinto iperprotettivo ed il flashforward al giorno del suo matrimonio rappresenta la prima reazione del bambino che fa un dispetto a sua madre sposandosi. La successione delle scene successive chiarisce in maniera più che lampante la messinscena dell’adulto: in prima istanza il bacio alla moglie è del tutto forzato nonchè distaccato, e tutti gli astanti intorno a lui hanno espressioni perplesse quasi sapessero bene che in quel matrimonio c’era qualcosa che non andava a dovere, poi l’uscita in cui tutti si raccolgono per la fotografia con Pink in primo piano che persevera in un’espressione stanca e distaccata.

Non è chiaro quanto tempo possa essere trascorso dal momento del matrimonio a quello in cui, dopo l’assolo, la moglie rientra in casa trovando il suo uomo completamente assente che la degna di un solo sguardo allucinato per poi tornare a suonare il suo piano. Il dispetto alla madre aveva forse dato a Pink un’effimera sensazione di riscossa, ma si era rivelato alla fine un patetico ed infantile capriccio.

A differenza della prima parte, la strofa dopo il ritornello ha un tono decisamente accusatorio, persino sarcastico, rivelando così una personalità più adulta ed autonoma. Nella prima riga Pink domanda: Madre pensi che lei vada abbastanza bene per me? Il non specificato “loro” delle prime strofe è adesso un indefinito “lei” dove costei potrebbe essere la fidanzata, la futura moglie o una donna in generale. E ancora: Madre, pensi che lei possa essere pericolosa per me? Una frase chiaramente sarcastica che deride l’eccessivo istinto di protezione della madre, sottolineata anche dalla riga successiva (lei porterà via con sè il tuo bambino). Nel film, dietro queste parole, le immagini di una donna delusa che soffre molto per il distacco emotivo del marito, e Pink in un flashback che ci riporta alla scena iniziale dove chiamava la moglie dalla camera d’albergo mentre la moglie conosce un nuovo uomo con cui poi stabilirà una relazione. Le immagini confermano il tema sarcastico dei testi, Pink qui accusa la madre per aver perso sua moglie, una donna che aveva sposato probabilmente per farle dispetto in quanto l’antitesi di quello che avrebbe desiderato per lui. Pensi che lei mi spezzerà il cuore? Recita sulle ultime immagini. E così è stato, tuttavia Pink stava semplicemente raccogliendo i frutti del suo atteggiamento.

Poco prima del secondo ritornello, nel film il giovane Pink aspetta seduto in una sala da ballo. Waters dichiara nei commenti del DVD che si tratta di una scena realmente accaduta nella quale la madre aveva fatto aspettare il giovane Waters mentre prendeva lezioni di danza. In quel contesto Pink invita una ragazza rimasta in disparte a ballare, costei, alzatasi in piedi, si rivela più alta di lui mettendo il ragazzo in forte imbarazzo. Interessante notare l’accostamento tra la scena in cui il ragazzo fa le sue avance, e quella in cui è invece la moglie che sorride al suo futuro amante durante la conferenza di pace seguita alla manifestazione di cui vengono mostrate alcune scene.

Ancora una volta la madre risponde, e lo fa rassicurando l’uomo sul fatto che vigilerà continuamente sulle questioni affettive esercitando un pieno controllo ed instillando anche il senso di colpa del far restare sveglia la madre per non essere rincasato presto. Nella frase finale inaspettatamente si passa dalla terza alla prima persona: sarai sempre un bambino per me. Qui la madre proietta il figlio in una rappresentazione di “infanzia eterna“, per lei sarà sempre il baby blue.

Alla fine Pink si rivolge quasi umilmente al suo genitore: madre c’era bisogno che fosse così alto? La domanda resterà senza risposta e ancora una volta sottolinea la rabbia dell’uomo per aver subito troppo a lungo le pressioni del genitore in un momento in cui non era capace di reagire adeguatamente. In sostanza Pink le sta dicendo: Madre, perchè mi hai fatto questo? La scena si chiude con l’immagine della moglie della rockstar che condivide il letto con un altro uomo preparando la sequenza successiva di Empty Spaces.

 

Curiosità

  • Waters ha ammesso nella rivista Mojo nel dicembre del 2009: la canzone ha qualche connessione con mia madre, di sicuro quella che ha disegnato Gerald Scarfe (la donna con un muro di mattoni al posto del petto) non le assomiglia per nulla. Tuttavia mia madre era davvero soffocante e doveva sempre avere ragione su tutto. Non la sto incolpando, lei era semplicemente fatta così. Sono cresciuto con un unico genitore che non ascoltava quello che avevo da dire, perchè nulla di quello che potevo dire era più importante di quello in cui lei credeva. Mia madre era in qualche modo un muro contro il quale sbattevo sempre la testa. Ha vissuto l’intera sua vita al servizio degli altri, era un’insegnante, ma solo quando avevo 45-50 anni ho compreso quanto era difficile per lei ascoltare me. Mojo ha poi chiesto se sua madre si fosse rivista nella canzone e Waters ha risposto: Non è riconoscibile. La canzone è più generica, il fatto che da piccoli siamo controllati dai nostri genitori su cose come il sesso. Ogni madre può rendere il sesso una cosa molto più difficile di quanto non sia.
  • Alcuni sostengono che nella scena in cui Pink si ammala si voglia far apparire la madre affetta dalla Sindrome di Münchhausen per procura, il nome di un disturbo mentale che affligge per lo più donne madri che le spinge ad arrecare un danno fisico al figlio/a per attirare l’attenzione su di sé (cit. Wikipedia).
 

Indice

<< Another brick in the wall pt. 2

Empty Spaces/What shall we do now? >>

 

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Informazioni Autore

art
Musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 4 cd ed 1 dvd sotto edizione discografica Electromantic Music, qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore, farneticazioni intellettuali incorniciate nel portale orizzontale di cui tale blog è solo un'estensione facilitata... maggiori info Il mondo di Art




 
 

 
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