Introduzione
Dopo la lunga serie di brani incentrati su flashback nell’infanzia di Pink, caratterizzati di conseguenza dalla repressione dei bisogni individuali del protagonista, ci si meraviglia un pò nell’assistere alla sua metamorfosi nel personaggio nella rock star che gira gli stati con la sua crew e tante groupie intorno pronte a concedere sesso in cambio di un pass per i backstage.
A differenza dei brani precedenti ma anche di quelli che seguiranno, Young Lust è quello più “semplice”, sia dal punto di vista letterario che da quello musicale. E’ interessante notare che Waters, nella sua intervista con Vance del 1979, lo abbia definito una pastiche e cioè, testualmente da Wikipedia, un’opera composta, in tutto o in parte, da arie tratte da opere o composizioni preesistenti di differenti autori. In effetti da un punto di vista musicale il brano è un’imitazione voluta del pop rock degli anni 70: la voce graffiata, la melodia orecchiabile, il solo di chitarra pulito ed ordinato, tutte caratteristiche che provengono dalla scuola musicale dell’epoca piuttosto che esempi genuini di espressione personale (ed in questo troviamo continuità con le tematiche della precedente Empty Spaces e cioè un modo per sfuggire alla solitudine nell’adesione a modelli di massa).
Non è chiaro quanto gioco abbiano ottenuto in questo i co-autori Gilmour ed Ezrin, è certo che se la scelta fosse stata ancora di Roger probabilmente ci saremmo trovati davanti ad un altro brano incentrato sui problemi infantili e nello specifico sul difficile rapporto con il sesso da parte del giovane Pink; così Young Lust, a detta del bassista dei Floyd, più che proseguire il racconto vuole rappresentare la parodia di ogni rocker che usa la propria celebrità per scopi edonistici.
Se i testi e la musica riescono a trasmettere questo messaggio, le immagini del film lo fanno solo in parte. Il fondo è quello: il solito festino post-concerto ad accesso riservato, tuttavia per Pink rappresenta solo un pensiero fugace che non riuscirà a mettere in atto perchè troppo sconvolto dal tradimento della moglie e dal suo disagio interiore che sembra pronto ad esplodere in qualcosa di più pericoloso.
Young LustI am just a new boy Ooooooooh I need a dirty woman Will some woman in this desert land Ooooooooh I need a dirty woman |
Lussuria giovanileSono solo uno nuovo Ho bisogno di una donna porca Ci sarà una donna in questo deserto Ho bisogno di una donna porca |
Nel brano Pink continua a ripetere di aver bisogno di una “dirty girl“ e cioè di una ragazza facile: in questo si rivela quel tipico desiderio giovanile di appagamento dei bisogni fisici che giustifica anche il titolo della canzone. Allo stesso tempo è difficile non pensare al passo di Mother in cui si recita: Mama won’t let anyone dirty get through, e quindi il momento in cui la madre rassicura il bambino affinchè nessuna “poco di buono” metterà mai piede in casa sua.
Ancora una volta Pink sembra mettere in atto quel desiderio d’autonomia in forma di dispetto verso la madre iperprotettiva: prima il matrimonio con una donna che la madre non aveva controllato, poi l’avventura con una prostituta.
In quasi tutta la canzone a dominare la storia sono delle giovani ragazze che, utilizzando le loro naturali capacità seduttive, riescono a superare dapprima il gabbiotto del custode, poi l’area riservata ai tecnici per raggiungere infine la festa coi “big” tra i quali figura anche il manager di Pink, impersonato da Bob Hoskins, che meglio di chiunque altro rappresenta l’effimero mondo dell’industria musicale con i suoi festini a base di sesso. Nonostante le groupie si rendano disponibili a chiunque, con balletti provocatori e spogliarelli, Pink resta chiuso nella sua roulotte. Egli non è solo mentalmente lontano dalla festa, la sua assenza dalla maggior parte delle scene del film crea una separazione fisica dalla storia anche nello spettatore. In questo senso Waters parlava di pastique: il festino diventa un pretesto per fare satira contro quel mondo effimero; come in Another Brick in the Wall pt. 2 dove sogna la sua riscossa dietro i banchi di scuola restando comunque in disparte, qui Pink continua a fare da spettatore pur desiderando (almeno in un primo momento) il nuovo modello di vita, e lasciandosi andare in parte solo alla fine dove si ferma a guardare una giovane fan che era riuscita ad attirare l’attenzione su di sè probabilmente per una vaga somiglianza con la moglie.
Pink esce fuori dalla sua roulotte e si ferma a guardarla per un attimo. Quando lei gli si avvicina però diventa scostante. La donna gli toglie persino gli occhiali (interessante notare l’accostamento alla parte di in In the Flesh in cui il dittatore recita - Se vuoi sapere cosa c’è dietro questi freddi occhi -) e lo segue all’interno della roulotte, nonostante la rock star le abbia manifestato chiaramente il suo disinteresse.
La scena si sposterà nella camera d’albero di Pink, per la ragazza però le cose non andranno come sperava.
Curiosità
- Nel libro Classic Rock Stories di Tim Morse, Roger Waters dichiara che questa canzone inizialmente parlava di quelli che sprecano il loro tempo dietro a film e riviste porno per la troppa paura di imbattersi nelle persone vere. Successivamente, nel momento in cui è stata proposta al gruppo e al produttore, il testo è molto cambiato, specialmente dietro i suggerimenti di Gilmour ed Ezrin
- Waters dichiarò in un’intervista che l’ispirazione per il brano fu suggerita da una vecchia canzone dei Floyd tratta da More: the Nile Song.
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